Sulla base di un Accordo di Programma fra il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la Regione del Veneto, il progetto punta ad aumentare la capacità di deflusso del fiume Tesina tra il ponte della ferrovia VI-PD e la confluenza in Bacchiglione per un tratto di circa 4,5 km. Questo tratto è interessato da diverse opere idrauliche longitudinali e trasversali quali briglie e ponti; tali manufatti sono stati oggetto di dettagliati studi per comprendere quali interferenze possano generare durante gli eventi di piena.
La taratura del modello ha previsto quindi diverse simulazioni idrauliche applicando valori al colmo in linea con gli idrogrammi di piena forniti dall'Autorità di Bacino dell'Alto Adriatico sulla base di sezioni topografiche acquisite in campo tra dicembre 2019 e febbraio 2020. Successivamente, la medesima modellazione è stata condotta nelle condizioni di progetto, considerando la modifica della scabrezza idraulica delle sezioni a seguito degli interventi di pulizia previsti per ripristinare l’officiosità idraulica del corso d’acqua.
Le soluzioni adottate prevedono, oltre alla pulizia di parte della compagine vegetazionale e la contemporanea salvaguardia dei principali nuclei d'habitat, la riprofilatura della sponda e l'inserimento di scogliere di protezione a stabilizzazione degli attraversamenti e degli scivolamenti localizzati.
Il progetto nel suo insieme produce un beneficio di oltre qualche decina di centimetri sul franco di rispetto idraulico.